Viaggio dentro l’AI
anatomia della rivoluzione AI
Tutti usano l’intelligenza artificiale, pochi la capiscono davvero — e chi non la capisce, o ne ha paura, o se ne fida troppo. Qui guardiamo come ragiona: cosa fa davvero, perché a volte sbaglia, dove arriva e dove no. È la base utile e solida per tutti gli altri corsi — e, scoprirai, anche un modo per capire un po’ meglio noi stessi. Un corso di intelligenza artificiale per capire davvero come funziona, in aula a Trento e in Trentino, Verona, Bolzano e Modena — e nel resto del Nord Italia su richiesta — oppure online.
A chi serve
A chiunque voglia smettere di usare l’AI a tentoni: team, professionisti, curiosi. Non serve competenza tecnica, serve voglia di capire lo strumento prima di affidargli il lavoro.
Cosa ti porti a casa
- Come funziona davvero l’AI generativa — senza tecnicismi: né una mente che “pensa” come la nostra, né un pappagallo che ripete a caso. Qualcosa di più interessante, nel mezzo — e capirlo cambia come la usi.
- Lo specchio tra la nostra mente e l’AI — i paralleli sorprendenti, e le differenze vere, tra come ragioniamo noi e come “ragiona” lei. È qui che cadono un po’ di certezze comode — su di lei e su di noi.
- Le allucinazioni — perché può inventare con sicurezza, e come non cascarci.
- La psicologia dell’uso — perché ci fidiamo d’istinto di un testo ben scritto (Sistema 1 e 2 di Kahneman) e come attivare il pensiero lento.
- Cosa delegarle e cosa no — la mappa per decidere con la testa, non per moda.
- Una bussola che non invecchia — capisci il principio, non l’app del momento: ti resta valida anche quando gli strumenti cambiano (e cambiano in fretta).
- Usare l’AI in regola — privacy, AI Act, anonimizzazione dei dati e sicurezza: cosa si può fare e cosa no, per non esporre dati e persone.
Programma di massima
- Neuroscienze della percezione: quanto sbagliamo senza accorgercene — e perché l’AI ci somiglia (l’errore percettivo, mente conscia e inconscia)
- Perché proprio ora: il paradosso dell’AI — più lo strumento è potente, più serve cultura per usarlo (l’orchestra e il direttore)
- Cos’è e cosa non è l’AI generativa: né una mente che pensa, né un pappagallo — un sistema che riconosce e replica pattern; cosa può e cosa non può fare
- Come “ragiona” davvero: token, embedding, pattern e predizione — i concetti di base del funzionamento, e cosa succede dentro quando le scrivi (la finestra di contesto)
- Le allucinazioni: perché inventa con sicurezza, e il parallelo col nostro cervello che “riempie i buchi” (l’illusione della scacchiera)
- Lo specchio mente umana ↔ AI: illusioni e bias che proviamo dal vivo (la mazza e la palla, il gorilla invisibile) — non vediamo, non decidiamo, non ci conosciamo come crediamo
- L’infedeltà del ragionamento: quando la macchina (e noi) decide in un modo e si racconta in un altro — il dato e l’elefante e il cavaliere
- Dove cadono le certezze comode: cosa possiamo dire e cosa no su “pensa”, “capisce”, “sente” — con rigore, senza fuffa
- La psicologia dell’uso: perché ci fidiamo d’istinto di un testo ben scritto (Sistema 1 e 2 di Kahneman) e come attivare il pensiero lento — la pausa dei 30 secondi
- I bias da conoscere: effetto àncora, bias di automazione e di conferma — come l’AI li amplifica e come difendersi
- Cosa delegarle e cosa no: la mappa per decidere con la testa, dove dà valore e dove serve il giudizio umano
- Parlarle bene: i fondamenti del prompt come comunicazione strutturata (contesto, ruolo, compito, formato, vincoli), non formule magiche — e qualcosa in più, ciò che chiamiamo prompting relazionale: non solo istruzioni, ma il modo di dialogare con l’AI che ne tira fuori il meglio
- Usare l’AI in regola: privacy, AI Act, dati e persone — cosa si può fare e cosa no
Bonus inclusi
- Prompt library di partenza — una raccolta di prompt-tipo pronti per i compiti più comuni, da riusare e adattare al tuo lavoro.
- Mappa degli strumenti AI — quale strumento per quale compito (scrivere, cercare con fonti, tradurre, interrogare documenti, fare slide): una bussola aggiornata per non usare sempre lo stesso per tutto.
Come lavoriamo
Partiamo dalla mente, non dalla tecnica: il punto non è imparare i bottoni, è smettere di averne paura e smettere di fidarsi ciecamente. Niente gergo astruso, tutto spiegato: analogie concrete, qualche esperimento dal vivo in cui sei tu a toccare con mano i tuoi punti ciechi, e il filo che lega come pensiamo noi a come funziona lei. Si lavora su casi reali e pratici, con spazio per qualche esempio portato dai partecipanti, nei limiti del gruppo.
Cosa ottieni a ogni fascia di ore
Non è lo stesso corso più lungo: salendo di ore cambia la profondità di ciò che capisci e sai fare.
- 4 ore — Inquadri. Cosa fa e cosa non fa l’AI, le allucinazioni, il criterio per fidarti: esci con le idee chiare e meno timore.
- 8 ore — Approfondisci. Lo specchio mente↔AI, i bias, la psicologia dell’uso — perché ci caschiamo e come tenere il pensiero critico — e i primi workflow completi fatti bene.
- 16 ore — Padroneggi. Tutto il quadro, con più esercizio sui prompt, più casi dal vivo e più tempo sullo specchio mente-AI: esci capace di valutare e dirigere l’AI con criterio, non a tentoni.
Non hai solo imparato a usare l’AI: hai capito come ragiona, ed è questo che separa chi la guida da chi la subisce.
Durata e percorso
Tagli da 4 / 8 / 16 ore, in aula o online. Niente gergo astruso, tutto spiegato: analogie concrete, esperimenti dal vivo e il filo che lega come pensiamo noi a come funziona lei.
Capire come ragiona è ciò che separa chi guida l’AI da chi la subisce. Per questo viene prima di tutti gli altri.
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Questo corso è un pezzo di un percorso più lungo. Se quello che cerchi non è una competenza in più ma un cambio di passo nel mestiere, c'è l'AI Academy: circa 125 ore, dalla base al saperci lavorare davvero, con un progetto reale su cui lavori fino alla fine. Scopri la AI Academy →
Tienimi il posto.
Indica formato (aula/online), città e durata che preferisci: serve a noi per capire dove e come far partire il gruppo. Non è vincolante — quando un gruppo raggiunge il minimo ti scriviamo con date, sede e costo, e confermi solo allora.
Perché qui non trovi un prezzo. Non stai comprando un posto: stai dicendo che il corso ti interessa — è una manifestazione d'interesse, senza alcun impegno. Il costo si definisce quando il percorso prende forma: dipende dal monte ore, dalla modalità (aula, online, in azienda) e dalla sede — e gioca a tuo favore, perché più cresce il monte ore e più siete, più scende il costo a ora, fino al massimo previsto (un tetto che teniamo vincolante per non perdere la qualità e poter seguire tutti come si deve). I costi ti vengono comunicati alla definizione del corso, e solo allora decidi se confermare. Per questo pre-iscriverti subito conviene a tutti: fai partire prima, e alle condizioni migliori.
E chi si pre-iscrive adesso ha la precedenza. Quando il gruppo si forma, i posti vanno ai pre-iscritti nell'ordine in cui sono arrivati — e ricevi date, sede e costo prima di chiunque altro. Non devi decidere né pagare nulla adesso.
E c'è una strada perché non ti costi nulla. Molte aziende possono finanziare la formazione con i fondi interprofessionali a cui già aderiscono. Insieme a CISL Servizi Trento verifichiamo se rientri e ti togliamo di mezzo tutta la burocrazia. Come funziona →
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