Due premi per InclusiveClass: quando la tecnologia incontra la classe vera

Quest’anno al Premio Eccellenza Formazione AIF concorrevano quasi cento progetti, molti di grande valore. Che due riconoscimenti siano arrivati proprio a InclusiveClass, per noi vale doppio.
Alla XI edizione, nella cornice della Palazzina di Caccia di Stupinigi, InclusiveClass ha vinto il 1° premio “Area Digitale e Nuove Tecnologie” e il Premio Olimpyus.
Due premi, per due ragioni diverse — ed è la cosa di cui andiamo più fieri. “Area Digitale” premia il come: la tecnologia, l’intelligenza artificiale messa al servizio della didattica. “Olimpyus” premia il perché: l’inclusione, le barriere abbassate, i bambini.
Ci teniamo a dirlo così, e non in un altro modo: non abbiamo vinto noi. Ha vinto il progetto. È una differenza che non è modestia di facciata — è esattamente il punto di questo articolo.
Nata dall’incontro di due mestieri
InclusiveClass non è nata in un ufficio di sviluppo.
È nata dall’incontro di due lavori che di solito non si parlano: la tecnologia e l’intelligenza artificiale, che sono il nostro mestiere, e la classe vera, che è il mestiere di Eleonora Piredda, insegnante di sostegno. Il codice e la realtà.
Da soli, nessuno dei due sarebbe bastato. Un’app pensata solo da chi programma sarebbe stata elegante e inutile: piena di funzioni che nessun insegnante userebbe alle otto e dieci di un lunedì mattina, con ventidue bambini in classe e uno che ha bisogno di tutto tranne che di un menu a tendina. E un’idea pensata solo da chi sta in aula sarebbe rimasta un’idea.
Serviva che qualcuno stesse in mezzo. Non è una circostanza fortunata: è il metodo. È la stessa ragione per cui, quando entriamo in un’azienda o in una scuola, la prima cosa che facciamo non è mostrare uno strumento — è capire come si lavora davvero, prima di proporre qualsiasi cosa.
Cosa c’è dentro
Tre strumenti che un insegnante di sostegno conosce benissimo, digitalizzati e — questa è la parte interessante — condivisibili con tutta la classe:
- l’agenda visiva, perché sapere cosa succederà tra dieci minuti, per certi bambini, è la differenza tra una mattina possibile e una mattina impossibile;
- i rinforzi positivi, che trasformano il comportamento in qualcosa di visibile e riconosciuto, invece che in un rimprovero;
- le regole condivise, che smettono di essere un elenco appeso al muro e diventano qualcosa che la classe costruisce.
Più una dashboard di analisi con l’intelligenza artificiale, che restituisce all’insegnante ciò che nella confusione di una giornata scolastica si perde.
E poi c’è la scelta di cui siamo più contenti, quella che non si vede: InclusiveClass non raccoglie i dati di nessuno. Nessun account, nessun server, niente che parta dal dispositivo. Funziona su qualunque strumento la scuola già possiede, senza chiedere infrastrutture che le scuole non hanno.
Non è stata una scelta tecnica. È stata l’unica strada possibile: si lavora con dei bambini. Chiunque abbia messo piede in una scuola sa quanto sia facile promettere innovazione e quanto sia raro che qualcuno si prenda la responsabilità di ciò che quell’innovazione fa ai dati di un minore.
Perché ve lo raccontiamo
Non per il premio. Per la cosa che il premio ha certificato, e che è più difficile da dire in una riga: l’intelligenza artificiale diventa utile quando smette di essere il protagonista.
InclusiveClass non è “un’app con l’AI”. È uno strumento che risolve un problema che esisteva già, e che un’insegnante di sostegno viveva ogni giorno. La tecnologia è arrivata dopo, in silenzio, per fare la sua parte.
È la stessa cosa che ripetiamo in ogni aula in cui entriamo, e che vale per un’azienda esattamente come per una scuola: non vi serve “fare AI”. Vi serve risolvere un problema. Il resto viene di conseguenza — e quando viene di conseguenza, funziona.
Grazie
Grazie ad AIF, alla giuria, e a chi tiene vivo questo Premio con passione vera.
E soprattutto grazie agli insegnanti di sostegno, che questo lavoro lo fanno ogni mattina, quasi sempre senza applausi e quasi sempre senza gli strumenti giusti. Questi premi, un po’, sono anche vostri.
Una precisazione onesta
InclusiveClass, oggi, non è ancora aperta al pubblico.
È un prototipo funzionante — lo era anche quando l’abbiamo presentata al Premio, e lo abbiamo dichiarato: è nata in una classe vera e finora è cresciuta lì, con i tempi di chi la usa davvero e non con quelli di un lancio. La apriremo quando sarà pronta per reggere il peso di essere usata da chiunque, non un giorno prima.
Se nel frattempo siete un’insegnante, una scuola o un ente e volete vederla in funzione — scriveteci. Ve la mostriamo volentieri.